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Il gufo comune – Asio otus
È un rapace notturno che vive al margine dei boschi. Le parti superiori del corpo sono grigio-rossicce macchiettate, quelle inferiori rossicce striate. Può raggiungere i 40 cm di lunghezza e i 100 cm di apertura alare. Ha dei lunghi ciuffetti attorno alle orecchie, chiamati cornetti. Questa specie è attiva solo di notte, mentre di giorno si rifugia nella boscaglia. Si nutre di piccoli mammiferi, come topi e arvicole.
La civetta – Athene noctua
È un rapace notturno di colore bruno con macchie chiare e grandi occhi gialli. È lungo 25-27 cm e l’apertura alare può superare i 50 cm. La si può riconoscere facilmente perché ha la testa un po’ schiacciata e priva di cornetti. Si nutre soprattutto di piccoli mammiferi e di insetti. Come il Gufo appartiene all’ordine degli Strigiformi: questo strano nome viene dalla parola latina “striga”, cioè strega. Gli antichi romani pensavano che la Civetta fosse un animale malvagio, probabilmente per il suo richiamo, un lamento che ricorda vagamente un pianto. Per tanto tempo questo pianto è stato interpretato come la voce di una strega.
Il merlo – Turdus merula
Il maschio è completamente nero, la femmina e i piccoli sono di color bruno scuro. La coppia rimane stabile per tutta la vita e vive da sola, ma tende a diventare più sociale e a radunarsi in stormi durante le migrazioni. I merli si nutrono di frutta, bacche, insetti e vermi; vivono nei boschi umidi, nei frutteti e nei giardini. Il canto del merlo è melodioso.
Il picchio rosso maggiore – Picoides major
I colori predominanti sono il nero del dorso e il bianco delle parti inferiori. È una specie piuttosto diffusa e frequenta parchi e giardini di pianura, collina e montagna. Molto caratteristico è il rapido movimento col quale il maschio tambureggia il becco contro superfici dure (tronchi, pali..) per segnalare l’occupazione di un territorio, per attirare le femmine e per fare il nido. Si nutre di una grande varietà di insetti che di solito ricerca sotto la corteccia degli alberi, aiutandosi con la lunga lingua uncinata.
Le borre
Le borre sono tracce di uccelli costituite da materiale indigeribile come ossa, peli, penne.. che alcuni volatili rigurgitano dal becco. L’identificazione dei resti contenuti nelle borre, permette agli studiosi e agli appassionati di studiare le abitudini alimentari delle specie. Nel caso dei rapaci notturni sono molto utili per studiare le popolazioni di micromammiferi che vivono in una determinata area.
ASCOLTA LE PUNTATE DELLA SERIE:
- Come nasce il Parco Naturale di Cervia
- L’ecosistema della Pineta
- Gli alberi nella Pineta di Cervia
- Gli arbusti e le erbacee nella Pineta di Cervia
- La fauna selvatica della Pineta: i mammiferi
- La fauna selvatica della Pineta: gli anfibi e i rettili
- La fauna selvatica della Pineta: gli invertebrati
- La fauna selvatica della Pineta: gli uccelli
- Natura e Clima
